Questo week-end, insieme a miei nuovi compagni di avventura, sono andato a fare Rafting sul fiume Lao…un esperienza da “brivido”…in tutti in sensi.
Prima di intepretendere la fatidica discesa con i nostri bolider a forma di gommoni , iniziamo a vestirci da super-eroi con le tute super aderenti e i giubotti “anti-proiettili” che ovviamente avevano anche la funzione extra di tenerci a galla in caso di cadute accidentali.
L’istruttore ci fa un breve briefing, sottolineando il fatto che la discesa sarebbe stata piena di imprevisti. Infatti era la prima discesa dell’anno e ci è toccato il duro compito di andare alla scoperta degli imprevisti che ogni anno il fiume presenta.
Inizia l’avventura !!!
Siamo in 7 con l’istruttore ! Iniziamo a caricarci tutti quanti sul gommone ! Si parte !
I comandi di propulsione che l’istruttore ci ordinava erano semplici “avanti” “dietro” “stop” …i comandi di sicurezza invece erano “tutti dentro”, “peso a sinistra/destra” (in questo ultimo caso ci si doveva spostare tutti su un particolare lato per non imbarcare acqua)
La discesa inizia subito con una piccola rapida …io non so per quale motivo mi alza di scatto e salto insieme al gommone (senza fortunamente cadere XD )
Le tute ovviamente iniziamo a “inzupparsi” d’acqua e i nostri corpi iniziano a stabilizzanrsi alla stessa temperatura del fiume dandoti la sensazione di essere “tutt’uno” con il fiume stesso.
Il comandante della “navetta” continua a darci ordini e noi da bravi marinai li seguiamo perfettamente…o quasi …ogni tanto qualcuno da una mazzata di remo al proprio compagno e i singoli movimenti sono del tutto asincroni. Dopo un pò riusciamo però ad entrare tutti in sintonia.
Il paesaggio era bellissimo e ogni tanto facevamo delle soste: ci siamo fermati sotto una piccola cascata e a bere acqua di sorgente che non so se era effettivamente potabile (lo scoprirò nei prossimi giorni di vita…)
Il viaggio continua e fino ad ora non eravamo ancora caduti (stranamente). Per rendere la cosa più allegra ci buttiamo di nostra spontanea volonta e iniziamo a farci trascinare dalla corrente per un breve tratto….una sensazione bellissima…la corrente fortissima che ti accompagnava per tutto il tragitto…stando ovviamente attento a non farti sbattare su qualche roccia bella piazzata.
Finito il tratto tranquillo rimontiamo sul gommone.
Fino ad ora a parte qualche piccola rapida e qualche piccolo ostacolo non abbiamo riscontrato grosse difficolta. Tanto che io mi sentivo sempre più figo e mi sporgevo sempre più verso l’esterno del gommone. Ormai ero diventato un vero “professionista” del rafting … ma ovviamente era solo un mio sogno e mi sono dovuto ricredere poco dopo.
A un certo punto ci fermiamo…gli istruttori dei vari gruppi, che erano li con noi, iniziamo a parlare tra di loro preoccupati per il prossimo ostacolo. I loro timori erano ben percebili e si moltiplicavano di 10 volte su noi povere schiappe che erano li per la prima volta e che eravamo convinti di essere in “mani sicure”.
Si decide quindi di partire un gommone alla volta….con un tempo di attesa di 5 minuti . Noi siamo gli ultilmi. Dopo che l’istruttore ci fa le ultime raccomandazioni del tipo ” se dovessimo cappottare…” siamo pronti per partire !
Entriamo in una piccola gola che si fa sempre più stretta…iniziamo a prendere velocità….l’istruttore tra i classici comandi “avanti, dietro, avanti” cita il comando “cazzo” ….”cazzoo”….e tra noi ci chiedevamo ….”ma cosa cazzo è il comando cazzo?” …. nel frattempo la corrente inizia a direzionarci verso una meravigliosa e fabulosa roccia gigantesca e l’istruttore ,anche lui preso dal panico, continua a indicarci il comando “cazzo”. Prima dell’ ‘impatto però ci da un ultimo comando sensato: ”tutti di peso a sinistra”….ma ormai è troppo tardi…e noi insieme a gommone ci cappottiamo .
A quel punto inizia il panico….
dopo il cappottamento apro gli occhi…io mi trovo sotto il gommone …grazie a una bolla d’aria riesco a prendere un pò di fiato per qualche decimo di secondo fino a quando non si riempie ..a quel punto provo ad uscire da sotto il gommone ma niente…l’acqua del fiume era sempre più agitata e io non riuscivo più a prendere fiato li sotto. Preso dal panico inizio a fare brutti pensieri …” da qui non esco vivo”…ovviamente era un pensiero forse al quanto esagerato…ma è stata una sensazione di quel momento….non riuscivo a respirare. in quegli istanti ho iniziato anche a maledire mia sorella che prima di partire mi ha riempito di mille e stupidissime “preoccupazioni” . Se magari mi avesse detto come cavolo uscire da una situazione simile sarebbe stato un consiglio sicuramente più utile che dirmi semplicemente “mi raccomando mettiti il casco!!”
Beh….dopo un pò qualcuno alza il gommone e riesco a prendere di nuovo fiato e mentre la corrente mi trascina riesco ad aggrapparmi al volo su un gommone di un altro gruppo.
L’andrenalina era al massimo….stavo ovviamente cagato in mano…però dopo un pò mi riprendo e inizio a ridere da solo come un cretino…in quel momento mi sentivo l’uomo più cagasotto del mondo ma più invicibile allo stesso momento…che dire…un mix di sensazioni indescrivibili.
A quel punto dopo aver preso coscienza …inizio a guardarmi intorno e capire che fine avessero fatto gli altri componenti del mio gruppo che si erano cappottanti anche loro dopo il “tragico incidente” con la roccia. Piano piano….iniziano a sbucare fuori anche loro e c’è chi addirrittura si era preoccupato di andare a recuperare i remi che il fiume si stava portando con se.
Dopo che ci siamo accertanti di essere tutti quanti “sopravvisuti” allo schianto…rimontiamo sul gommone per poi finire il percorso.
E’ stata una bellissima avventura e questa esperienza mi ha fatto capire che per quanto tu ti possa sentire sicuro … in situazioni critiche il panico ti prende da un momento all’altro e la ragione viene decisamente a mancare.
Ovviamente consiglio a tutti un avventura di questo genere. Vi divertire un sacco ! Inoltre gli sport che sono un pò estremi (ma non così estremi come quello di andare in macchina e morire per incidenti futili ) ti possono aiutare in qualche modo a prendere controllo di te stesso sopratutto in situazioni critiche dove le via di uscita è solo una e soprattutto dove non c’è nessuno li pronto a salvarti in quel preciso istante.




